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Natale deprimente a Berlino Est

natale deprimente a Berlino Est
Photo: Harf Zimmerman

Dopo il crollo del muro, di cui ricorre il trentennale, le cose sono cambiate ed il Natale è tornato ad essere importante anche ad Est

Il Natale a Berlino Est dal dopoguerra fino a 30 anni fa era triste, anzi tristissimo. Chi voleva festeggiarlo lo faceva ma senza esagerare, a proprio rischio e pericolo. Era una delle tante cose che la STASI la polizia segreta della DDR, sottolineava. Apparire era un segno di decadimento, tutto doveva essere sobrio. Ogni cittadino era invitato a spiare i propri vicini, questa mania di controllo arrivava persino a far spiare i coniugi l’un l’altro. Un Natale troppo vistoso era malvisto. Natale deprimente a Berlino Est

Quasi una spia ogni 50 persone

Il numero degli spioni era enorme, si calcola che tra spie ufficiali e semi-ufficiali vi fosse un delatore della STASI ogni 50 persone. Il clima era quindi avvelenato da questa sensazione di oppressione, rispetto ad ogni tipo di attività. Se volevi fare carriera in ufficio, in fabbrica o nell’apparato dovevi essere ineccepibile. Festeggiare il Natale in modo vistoso non faceva parte degli aspetti positivi. La religione era consentita e non contrastata, però le festività erano vissute in modo dimesso.

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Riunire le famiglie era complicato

Riunire le famiglie per le feste era quindi una cosa sconsigliata, se puntavi ad un avanzamento di carriera. Era meglio invitarli per una festa di partito. Se si avevano membri che vivevano dall’altra parte del muro, questi dovevano presentare una domanda d’ingresso con almeno 6 mesi d’anticipo. Precisando il numero esatto dei giorni della visita, che non potevano superare le 4 settimane, e che doveva essere l’unica visita consentita per quell’anno. Anche chi non aveva parenti oltre il muro o era un turista poteva fare visite brevi, 24 h max, molto filtrate e controllate.

Cambio da ladrocinio

Il denaro doveva essere cambiato immediatamente, appena superata la frontiera, per un massimo di 15 marchi al giorno. Il cambio era molto sfavorevole e conveniva cambiarne poco, perché non ci sarebbe stato modo di spenderlo. Anche regalarlo a parenti od amici non aveva senso, perché il denaro c’era, ma era impossibile fare acquisti. I negozi erano quasi vuoti, sugli scaffali dominava solo la polvere. Se vedevi un negozio con una lunghissima fila era perché aveva ricevuto un rifornimento. Tutti si mettevano in fila senza sapere cosa fosse arrivato e lo acquistavano, anche se non serviva, tanto non sarebbe stato disponibile al momento opportuno. Valeva la pena acquistarlo e aspettare che capitasse l’occasione di usarlo.

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Polizia

Appena superata la frontiera dovevi precipitarti a denunciare alla polizia la tua presenza oltre confine. Dovevi dichiarare quante ore restavi ed indicare l’ora di uscita, che avresti dovuto rispettare. Se arrivavi in treno dovevi indicare con quale treno saresti ripartito, e doveva essere solo quello. Proibito anticipare la partenza. Lo stato di polizia era tale che, i residenti fuggivano appena si presentava un VOPOS (poliziotto locale), sicuri di dover subire qualche vessazione.

L’Occidente tentatore

Tutto ciò che arrivava dall’altra parte del muro era controllato e filtrato. Impossibile portare qualcosa che avesse a che fare con la cultura, come dischi, riviste, quotidiani o libri, visti come elementi traviatori. Se volevi fare regali dovevi pensare a cose che erano introvabili dall’altra parte (quasi tutto) ma che non venisse visto come un simbolo dell’occidente opulento. Cioccolato con una buona percentuale di cacao, collant, penne a sfera, caffè, banane, qualche genere di prima necessità, erano i regali preferiti. A volte si doveva aggiungere qualche stecca di cioccolato o un paio di calze in più, per chi stava alla guardiola della frontiera.

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Candele simbolo del Natale

Le candele erano contingentate e poiché la corrente elettrica spesso veniva a mancare, le candele erano sempre esaurite nei negozi. Però le si conservava per quando si restava al buio. Nessuna candela o luce intermittente sui poveri alberelli di Natale. Addobbare la casa con festoni o alberi di Natale era considerato un indebolimento dei costumi e un asservimento alle tentazioni dell’Occidente. Chi aveva bambini confezionava piccoli doni con ciò che era a disposizione. Il Natale, contrariamente all’immaginario, era una festa triste, dove nessuno rideva. Le vetrine dei negozi spogli e mal illuminati, non regalavano nessuna atmosfera speciale. Eppure Berlino Est godeva di molti privilegi, era meglio rifornita e illuminata (provate a immaginare lo squallore dei paesini di campagna). Anche il paesaggio era triste, molte chiese e case non erano state ricostruite, in un eterno panorama di desolazione. Natale deprimente a Berlino Est

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Natale deprimente a Berlino est dove la paura si sostituiva alla gioia, Natale triste e in tono minore senza decorazioni e luci coi negozi vuoti
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